Marc

Leader: 00000nam a22000001c 4500
Tag Value
FMT
BK
Control No.
MNG-00011241
Control No. ID
IT-MiFBE
Date and Time
20130120174524.0
Phys.Descrip.
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Fixed Data
130120s1912    it                  und d
Tag Ind1 Ind2 Code Value
Nat.Bib. Cno. 7 a IT\ICCU\CUB\0072584
2 ItRI
System No. a (IT-MiFBE)si032
Catal. Source a IT-MiFBE
b ita
e reicat
Language Code 0 a ita
Country Code a it
Dewey No. 0 4 a 858.609
q IT-MiFBE
2 22
Personal Name 1 d 1719-1789
a Baretti, Giuseppe
4 aut
Uniform Title 0 0 a Scelta delle lettere familiari
Main Title 1 0 a La scelta delle lettere familiari
c Giuseppe Baretti ; a cura di Luigi Piccioni
Imprint a Bari
b Laterza
c 1912
Physical Des. a 460 p.
c 22 cm
Series 0 a Scrittori d'Italia
v 26
Form.Cont.Note 0 a LA SCELTA DELLE LETTERE FAMILIARI -- Copertina -- PARTE PRIMA -- PREFAZIONE -- LETTERA PRIMA - Di Annibale Caro al signor Bernardo Spina - Come per un uomo virtuoso e di studi, anche se voglia darsi a Dio e aspiri a una vita quieta, sia sempre preferibile restare nel secolo anziché farsi frate -- LETTERA SECONDA - Del dottore Giuseppe Taddei al signor Attilio Tilli - Circa l'abitudine di trascurare i rimedi medici quando il male è incipiente, e di ricorreryi soltanto quando esso è assai inoltrato -- LETTERA TERZA - Di Gianpaolo Rovjglio a Lodovico Ricci - Bisogna contentarsi, anzi godere anche del poco lucro procacciato da oneste fatiche. Sola cosa degna veramente di rimpianto lo star lontano dalla patria e dalla famiglia. Ma anche a ciò val meglio rassegnarsi -- LETTERA QUARTA - Di Giambattista Chiaramonti al canonico Paolo Gagliardi - Descrizione burlesca d'un disastroso viaggio da Asti a Moncalvo -- LETTERA QUINTA - Di Marcantonio Biorci al fratello Giambattista - Solo modo per vincere l'ipocondria è fuggire la solitudine, cercare di menare vita allegra in campagna e non pretendere che il mondo vada a genio proprio, ma prenderselo com'è -- LETTERA SESTA - Di Francesco Bicetti a suor Catterina sua sorella, monaca in San Pietro di Treviglio - Nessuno, nemmeno i frati, può vantarsi d'aver vinta e soggiogata la vanitá; né questa è sempre vituperevole -- LETTERA SETTIMA - Di Goffredo Franzini all'avvocato Iacopo Duranti - Del lazzaretto e del molo di Ancona -- LETTERA OTTAVA - Di Giambattista Negri a Gaetana Ronchi - In chi ama per davvero, la lontananza non riesce a far scordare l'oggetto amato -- LETTERA NONA - D'Ignazio Cigna a Niccolò Durando conte di Villa - Altro è viaggiare per paesi poetici col cervello e altro è andar su d'una mula per la Romagna, specialmente nel mese di agosto -- LETTERA DECIMA - Di Iacopo Taruffi a Filippo Betti - Mediante un ritratto burlesco d'Anassimandro, si pone in beffa un erudito -- LETTERA UNDECIMA - Di Pol
Form.Cont.Note 0 a Reniero ad Angiolo
Form.Cont.Note 0 a del
Form.Cont.Note 0 a carattere e dei costumi de' suoi abitanti, delle lettere e delle scienze che vi sono coltivate -- LETTERA VENTIDUESIMA - Del dottore Ignazio Somis a Giambernardino Vigo - Piú che gli spiratoi, giova alla cura dei polmoni il latte d'asina -- LETTERA VENTITREESIMA - D'Antonio Montefani Caprara al dottore Iacopo Taruffi - Sa vivere del poco, e piú gli quadra un po' di pan bruno e una cipolla mangiata domesticamente, che non le pernici e i pavoncelli delle altrui mense. Ma la salute, che ha buona, sa conservarsela -- LETTERA VENTIQUATTRESIMA - Dell'abate Felice Belgrano al marchese Favre di Cavagliá - L'uomo saggio non fantastica di felicitá, ma lascia andare il mondo a posta sua -- LETTERA VENTICINQUESIMA - Di Paolo Maurizio Caissotto di Chiusano ad Ercole Pochettino - Perché sovente le ragazze non iscrivano né ai genitori né agl'innamorati -- LETTERA VENTISEIESIMA - Del conte Benvenuto di San Raffaello al dottore Nicolao Brovardi - Gli storici italiani scrivono malamente, i francesi sconciano la storia con troppe bugie, e sopra tutti il Voltaire con la sua parzialitá pei cinesi -- LETTERA VENTISETTESIMA - Di Tommaso Filipponi a Giuseppantonio Nuvoli - Invito -- LETTERA VENTOTTESIMA - Del canonico Gianandrea Irico a Giuseppa Naturali - Studiare sui libri è buona cosa anche per una fanciulla; ma piú importante ed utile è il sapere che s'acquista studiando gli uomini -- LETTERA VENTINOVESIMA - Di Filippo Marchionne a Luigi Riccomanni - Si faccia anzitutto valente nella lingua greca e principalmente nella latina, e procuri di non ammucchiarsi in testa moltissime cose, ma di badare solo a cognizioni sode e ben approfondite -- LETTERA TRENTESIMA - Dello stesso Marchionne allo stesso Riccomanni - Rifacendosi dagli studi grammaticali, legga in tre o quattro anni tutti i piú reputati classici greci e latini, né trascuri gli esercizi poetici, se gli pare pizzicar del poeta. Porrá così le basi migliori per spingersi poi su per l'erta del sapere umano -
Form.Cont.Note 0 a LETTERA TRENTUNESIMA -
Form.Cont.Note 0 a Di Pietro Molini ad una dama inglese - Se chi vuole apprendere una lingua debba cominciare dalle regole grammaticali -- LETTERA TRENTADUESIMA - Di Giuseppe Benvenuti al conte Gianmaria Mazzuchelli - La lode di "celebre", "impareggiabile", "immortale" è stata così abusata tra di loro dagl'italiani in genere e dai poeti arcadi in ispecie, che una persona di buon senso s'indigna quando si vegga lodata con quegli aggettivi -- LETTERA TRENTATREESIMA - Di Giambattista Cipriani a Giovanni Marsili - Notizie varie ed auguri per una cattedra universitaria -- LETTERA TRENTAQUATTRESIMA - Del commendatore Vittorio Amedeo Didier al conte Quaregna di Castellengo - Dell'architettura gotica e della cattedrale d'Asti, e del padre Carlevaris -- LETTERA TRENTACINQUESIMA - Di Felice Giardini a Stefano Storace - Anche nelle latitudini britanniche si può fare buona seta: non tanta, per altro, da poterne stabilir commercio -- LETTERA TRENTASEESIMA - Di don Francesco Carcano a Giuseppe Parini suo nipote - Quasi tutte le donne sono buone innanzi maritate, ma troppe diventano cattive dopo. La colpa per altro è quasi sempre del malo esempio o della pecoraggine dei mariti -- LETTERA TRENTASETTESIMA - Del marchese Grisella di Rosignano al conte Filippo Fontana - Il terremoto di Lisbona dell'anno 1755 -- LETTERA TRENTOTTESIMA - Di Gironimo Balbi alla contessa di Brandizzo - La invita piacevolmente a recarsi a Genova -- LETTERA TRENTANOVESIMA - Di Pierantonio Del Borghetto, minor osservante riformato, a Paolo Emilio Carena - Per un vero cristiano la morte d'una persona cara dovrebb'essere argomento di giubilo anziché di dolore -- LETTERA QUARANTESIMA - Di Giambattista Corniani a Dorotea Chizzola - Che paese il Piemonte! come verde, come fertile, come pittoresco, veduto in tempo d'autunno! -- LETTERA QUARANTUNESIMA - Di don Luigi Gonzaga principe di Castiglione al cardinale Angiolo Quirini - Quale sorta di fatti e di aneddoti, che soglion chiamarsi in oggi col vezzoso vocabolo fran
Form.Cont.Note 0 a d'"interessanti", possan narrarsi della puerizia di Galileo da qualche massiccio erudito, che cerchi in essa con filosofica sottigliezza gl'indizi della gloria futura -- LETTERA QUARANTADUESIMA - Di Filippo Frangipane ad Antonio Malatesta - Se Sandrino è baccello, baccello sia -- LETTERA QUARANTATREESIMA - Di Francesco Ageno al marchese Giambattista Neuroni - Del botanico marsili e dell'anatomico Morgagni; dell 'orto botanico dell'universitá di Padova -- LETTERA QUARANTAQUATTRESIMA - Del canonico Gianfrancesco Guenzi a Vittorio Amedeo Cigna - Non è consigliabile una ristampa delle nostre tragedie del Cinquecento: sarebbe preferibile una raccolta de' nostri poeti epici, corredata di dissertazioni e di note -- LETTERA QUARANTACINQUESIMA - Di Francesco Mecci a Felice Giardini - Dá argutamente novelle di alcuni fatti d'arme della guerra de' sette anni -- LETTERA QUARANTASEIESIMA - Di Giambattista Rodella a Celestino Astori - Notizie varie, specialmente d'un cavalier Tommaso -- LETTERA QUARANTASETTESIMA - D'Anna Reppi Faccini al signor conte suo sposo - Come possa uno sposo conservarsi, in mezzo alle insidie, fedele alla sposa -- LETTERA QUARANTOTTESIMA - Dell'abate Carlo Signoris di Buronzo a Tommaso Maurizio Micheli - È piú facile curare l'umor nero in altrui che in se stessi -- LETTERA QUARANTANOVESIMA - Del conte Risbaldo Orsino d'Orbassano al dottor Ignazio Somis - È meglio restare un buon arciprete in salute, che non divenire un vescovo acciaccoso -- LETTERA CINQUANTESIMA - Del canonico Gaetano Guttierez a Carlantonio Tanzi - Non s'è scordato dell'amico -- LETTERA CINQUANTUNESIMA - Di Ambrogio Avignone al dottore Gianmaria Ricetti - Preannunzia con gran gioia il suo ritorno a Milano -- LETTERA CINQUANTADUESIMA - Di don Alessio Melina al conte Giuseppe Ignazio Corte - La lingua italiana è inferiore alla francese ed all'inglese; né serve a mostrare il contrario il vocabolario della Crusca, che è pieno di vocaboli inutili, inusati e canaglieschi
Form.Cont.Note 0 a attinge a fonti
Form.Cont.Note 0 a puramente toscane, anzi fiorentine, esaltando esageratamente il Boccaccio, dal quale non s'impara punto la lingua che si dovrebbe scrivere da ciascuno -- PARTE SECONDA -- LETTERA PRIMA - Di don Remigio Fuentes a Baldasarre Oltrocchi - Del vetro e dell'arte vetraria; del mosaico -- LETTERA SECONDA - Di Pierpaolo Celesia a Gioseffo Bencivenni Pelli - Come ogni lettera d'un amico lontano rallegra, conforta, vivifica! -- LETTERA TERZA - Dello stesso Pierpaolo Celesia alla signora Giacinta Pelli, inchiusa nell'antecedente - Le donne di tutti i paesi cristiani, quando s' hanno un tratto svaporato il bollore d'un primo affetto, sacrificherebbero un sultano all'inefffabile diletto d'essere occhieggiate, servite, lusingate, lodate e celebrate da un mezzo milione di balordi cascamorti -- LETTERA QUARTA - D'Angiolo Querini allo stampatore Pasquali - I gesuiti d'Italia, che pur sono stati maestri magni di latino, non hanno mai saputo accozzare cristianamente insieme quattro righe d'italiano -- LETTERA QUINTA - Di Giannandrea Chiavarina all'abate Giambattista Della Torre - Della repubblica sovrana di Noli -- LETTERA SESTA - Di Giovanni Paradisi a Giuseppe Planta - Di una sua storia de' poetastri italiani del suo secolo, corredata di leggiadri aneddoti e di vaghissime novellette di questo e di quel poetastro, e preceduta da una prolissa dedicatoria a Nivildo Amarinzio e da un trattatello Della perfetta pseudo-poesia -- LETTERA SETTIMA - Di Giuseppe Visconti a Sebastiano Franzi - Il ridere cagionato da un Arlecchino guarisce i preti vecchi ed ipocondriaci. E degli Arlecchini in Milano ve n'ha molti, fra i quali il frate Onofrio Branda e il conte Pietro Verri, cruscaio l'uno, anticruscaio l'altro -- LETTERA OTTAVA - Del cavaliere Alessandro Zappa a Francesco Domenico Michelotti - Non vuol piú scrivergli se non delle cose semplici, delle cose alla buona, quel che viene viene -- LETTERA NONA - D'Antonio Ferrigo alla signora Angioletta Gozzi - La ringrazia d'avergli scrit
Form.Cont.Note 0 a senza
Form.Cont.Note 0 a di quella
Form.Cont.Note 0 a che donò al Metastasio -- LETTERA VENTESIMA - Del conte di Scarnafigi al marchese Grisella di Rosignano - Niccolò Machiavelli fu grande come politico, come storico, come maestro dell'arte della guerra e come scrittore; ma sui governi monarchici e sulle repubbliche ebbe delle idee arcibislacche -- LETTERA VENTUNESIMA - Dello stesso conte di Scarnafigi allo stesso marchese Grisella di Rosignano - Se Niccolò Machiavelli andava errato quando decideva intorno alla migliore o peggiore forma di governo, andava poi erratissimo quando si faceva a dettar precetti per uso di quelli che mirano ad acquistarsi dominio o ad allargarselo -- LETTERA VENTIDUESIMA - Dello stesso conte di Scarnafigi allo stesso marchese Grisella di Rosignano - Adottando le idee perverse che adottò, Niccolò Machiavelli non fece se non seguir la trista moda del suo tempo; onde, rassettata l'Italia, è naturale che i papi perseguitassero con scomuniche i lettori delle sue opere -- LETTERA VENTITREESIMA - Di Niccola Pranchi a Francesco Vacca Berlinghieri - Come pedantescamente erudite le note del conte Camillo Silvestr alle Satire di Giovenale, e quanto floscia e strascinata e ottusa la traduzione poetica! -- LETTERA VENTIQUATTRESIMA - Di Giuseppe Paglietti a Pietro Francesco Degiovanni - Gli ciancia di quelle cose di Londra, delle quali l'occhio, l'orecchio ed anche il naso possono giudicare -- LETTERA VENTICINQUESIMA - Di Felice Coraggio a Giacinto Bauderi - Ci s'inganna assai, credendo che i frati siano poveri ed umili, e credendolo per l'unica ragione ch'essi stessi ce lo dicono di continuo -- LETTERA VENTISEESIMA - Di Francesco Ageno a Niccolò Defranchi - La lingua, che s'usa ormai parlando e scrivendo in ogni parte d'Italia, è una cosaccia tanto vile, tanto schifosa, da farci recere le budella, se un po' di gusto di lingua rimanesse ancora in qualche parte della nostra contrada -- LETTERA VENTISETTESIMA - Del quartiermastro Albano al conte Carroccio del Villars - Dei valdesi, dei l
Form.Cont.Note 0 a luoghi, della
Form.Cont.Note 0 a loro storia politica e religiosa, dei "barbi", delle loro industrie e del loro carattere -- LETTERA VENTOTTESIMA - Di Bastiano Buonavoglia a don Vittorio Savoiano - Quel che pensa de' frati, del loro celibato, dei danni che reca alla societá il loro numero eccessivo; e in quale modo si potrebbero scemare, se non togliere intieramente dal mondo, tutte le odierne fraterie, che gli nocciono tanto per tanti versi -- LETTERA VENTINOVESIMA - Di don Paolo Valcarengo a Carlo Gandini - Notizie varie, accenni al suo Discours sur Shakespeare et sur monsieur de Voltaire, e violenta sfuriata contro il conte Pietro Verri -- LETTERA TRENTESIMA - Di Pompeo Neri a don Teofilo Mauri - Non v'è violenza, barbarie o tirannia che i popoli non si credan lecita, sempre che si tratti di quell'immensa, di quell'ineffabile, di quella sommissima quintessenza d'ogni bene chiamata il "commercio" -- LETTERA TRENTUNESIMA - Di don Giuseppe Casati a Tolomeo Malucelli - D'un episodio della vita del conte Benedetto Berlinghiero, che accoppiò ad un punto in matrimonio dodici contadini anconetani -- LETTERA TRENTADUESIMA - Di Giangrisostomo Teppati a Goffredo Franzini - Niccolò Machiavelli non ha mostrato d'essere, in fatto di lingua, quel profondo speculatore ch'egli era in fatto di guerra, di politica e di governo; giacché la lingua nella quale scrivono gl'italiani s'ha a chiamare "italiana", e non "fiorentina" o "toscana", com'egli vorrebbe -- LETTERA TRENTATREESIMA - Del conte Maurizio Turinetti di Pertengo al commendatore Vittorio Amedeo Didietro - Delle stufe inglesi e di due recenti scoperte che ne rendono maggiori e piú pronti i vantaggi -- LETTERA TRENTAQUATTRESIMA - Di Gioseffo Pelli a Pierlorenzo del Signore - Delle Novelle letterarie di Firenze, compilate stoltamente dal proposto Marco Lastri, e particolarmente d'una critica petulante non meno che scimunita, posta in esse contro la prefazione dettata dal Baretti alle Opere di Niccolò Machiavelli -- NOTA -- INDICI -- INDICE
Form.Cont.Note 0 a NOMI E DELLE
Form.Cont.Note 0 a COSE NOTEVOLI -- INDICE -- Copertina
Pref. Cit. Note 8 a La scelta delle lettere familiari / Giuseppe Baretti ; a cura di Luigi Piccioni. - Bari : Laterza, 1912. - 460 p. ; 22 cm. - (Scrittori d'Italia ; 26)
2 isbd
Reprod. Note a Electronic reproduction
b Roma
c Biblioteca italiana
f Scrittori d'Italia
Subject-P.Name 1 7 a Baretti, Giuseppe - Epistolari
2 nsbncf
Local subject 0 7 a Letteratura italiana
2 IT-MiFBE
A.E. Pers. Name 1 a Piccioni, Luigi
d 1870-1955
4 edt
A.E. Corp. Name 0 a Laterza
4 pbl
751 a Bari
2 tgn
4 pup