Marc

Leader: 00000nam a22000001c 4500
Tag Value
FMT
BK
Control No.
MNG-00011362
Control No. ID
IT-MiFBE
Date and Time
20130120174631.0
Phys.Descrip.
ta                    
Fixed Data
130120s1940    it                  und d
Tag Ind1 Ind2 Code Value
Nat.Bib. Cno. 7 a IT\ICCU\IEI\0032153
2 ItRI
System No. a (IT-MiFBE)si153
Catal. Source a IT-MiFBE
b ita
e reicat
Language Code 0 a ita
Country Code a it
Dewey No. 0 4 a 851.1
q IT-MiFBE
2 22
Personal Name 0 d 1235-1294
a Guittone : d'Arezzo
4 aut
Uniform Title 0 0 a Rime
Main Title 1 0 a Le Rime
c di Guittone d'Arezzo ; a cura di Francesco Egidi
Imprint a Bari
b Laterza
c 1940
Physical Des. a 413 p.
c 22 cm
Series 0 a Scrittori d'Italia
v 175
Form.Cont.Note 0 a LE RIME -- Frontespizio -- I. CANZONI D'AMORE DI GUITTONE D'AREZZO -- I. - Amante riamato, vorrebbe che il suo desiderio trovasse subito nel fatto l'appagamento completo -- II. - Si lamenta con Amore perché non gli concede, così com'egli vorrebbe, i beni amorosi -- III. - Per farlo felice basterebbe che l'orgogliosa gli mostrasse che non le è di noia -- IV. - Si lamenta dell'orgoglio della donna e chiede d'esser rimeritato del suo servire -- V. - Con molta valentia il poeta ha raggiunto un bene che supera ogn'altra gioia -- VI. - Si lamenta dei 'malparlieri' che voglion 'storbare' l'amorosa dilettanza del poeta -- VII. - Gli è grave rivelare il suo profondo dissenso con Amore -- VIII. - La lontananza è dolorosa, ma in essa s'affina l'amore; dopo la pena del distacco sarà maggiore la gioia -- IX. - E' lontano ed in pena per un fallo d'amore, del quale spera d'esser perdonato in considerazione della bontà della donna, a cui s'affida -- X. - Vanta la sua abilità nel saper celare; e dican pure i malevoli quel che vogliono -- XI. - In amore la felicità è nella speranza -- XII. - Chiede che la donna non abbia timore di sue offese e lo metta alla prova -- XIII. - Affina l'ingegno in 'sottil motti' per lodare copertamente la sua donna -- XIV. - Vive fuori di vita, ed è, dopo la gioia, nel più grave dolore -- XV. - Perché s'è partito dalla sua terra -- XVI. - Celebra la pietà della sua donna -- XVII. - Ad Aldobrandino conte di Santa Fiore -- XVIII. - A Ser Orlando da Chiusi -- XIX. - Grido accorato di guelfo, dopo Montaperti -- XX. - In difesa delle donne -- XXI. - Non chiedendo, ma meritando si ottiene guiderdone in amore -- XXII. - Userà fede contro disamore, mercé contro orgoglio e umiltà contro fierezza -- XXIII. - Si conforta della lontananza, pensando d'esser ritenuto 'fino amante' -- XXIV. - Si conforta a non disperare -- II. CANZONI ASCETICHE E MORALI DI FRATE GUITTONE D'AREZZO -- XXV. - Amore è follia che ci distoglie dal ben fare, pro
Form.Cont.Note 0 a della natura umana --
Form.Cont.Note 0 a XXVI. - Si conforta nell'amore di Dio, pensando con sempre maggior disgusto al tempo trascorso nell'errore -- XXVII. - Molto ha da vergognarsi del passato, molto da gioire del presente e molto da sperare pel futuro -- XXVIII. - Amore è peggio che guerra -- XXIX. - Il dovere e il piacere d'amare Iddio e gli obblighi dei frati -- XXX. - Non è vero che sia più facile fare il male che il bene -- XXXI. - Il più grave errore sta nel non credere in Dio e nella vita futura -- XXXII. - Difesa ed esaltazione del suo fervore come frate gaudente -- XXXIII. - Lamenta la decadenza di Arezzo ed ammonisce i concittadini a porre sollecitamente rimedio al male -- XXXIV. - Quali sono le cose gradite nel mondo -- XXXV. - A Gesù -- XXXVI. - Alla vergine Maria -- XXXVII. - A san Domenico -- XXXVIII. - A san Francesco -- XXXIX. - Invito alla mistica danza -- XL. - A Loderingo degli Andalò, a proposìto delle di lui tribolazioni -- XLI. - Ammonimento al conte Guido Novello -- XLII. - In lode del legato Pietro da Massa -- XLIII - L'onore è il massimo bene: bisogna saperlo acquistare e mantenere -- XLIV. - Chi serve Dio s'allontana da ogni pena e trepidazione -- XLV. - La virtù si prova nei contrasti -- XLVI. - In onore di Giacomo da Leone -- XLVII. - Esorta i Signori di Gallura a portar soccorso a Pisa -- XLVIII. - Come, volendo, si possa vincer la carne -- XLIX. - Esortazioni alle donne -- L. - La mistica danza in lode di Maria Vergine -- III. SONETTI D'AMORE DI GUITTONE D'AREZZO -- 1. È completamente in potere d'Amore -- 2. Implora da Amore che non lo faccia morire -- 3. La guarigione o la morte dipendon da uno sguardo o dal disdegno della donna -- 4. Potesse disamare! Forse così indurrebbe la donna all'amore. Ma non può e pur spera di vincere -- 5. Purtroppo chi è cortese è brutta e chi è bella è villana! -- 6. Anche il più fiero nemico avrebbe compassione del suo stato, ma non la sua donna -- 7. Implora che la donna, anche se nemica, sia cortese verso di lui
Form.Cont.Note 0 a È stato ferito da
Form.Cont.Note 0 a può vederla, e chiede
Form.Cont.Note 0 a villana? -- 58. Non gli
Form.Cont.Note 0 a procurano amore e pietà né il servire né il chiedere: il dolore non passerà che con la morte -- 59. La donna, pur difendendo il suo buon diritto, si dichiara disposta a dare un appuntamento -- 60. ... ed il poeta n'è pieno di gioia -- 61. Ha avuto tutto che brama il cuore: teme di morire di gioia -- 62. Benedice la fede e l'amore che aveva già maledetto: la fiera donna è diventata dolce e pietosa! -- 63. Non si tenti di penetrare il segreto di coloro che servano la fede amorosa -- 64. Nessuno può stargli alla pari in soddisfazione d'amore -- 65. Celebra, contro i noiosi, la sua prudenza in amore -- 66. Com'egli cela l'oggetto del suo amore -- 67. Più dice e più desidera dire per celebrare l'alto valore della sua donna -- 68. Poiché è più ricco chi ha più gioia, egli si stima il più ricco del mondo -- 69. Bisogna favorire, non contrastare chi ama per amore -- 70. Non è verso Dio così 'verace' come verso la sua donna -- 71. Perché in amore vorrebbe essere talora orbo, sordo e muto -- 72. Sebbene lontano, ha visibilmente presente l'aspetto dell'amata, senza di che, morrebbe di dolore -- 73. Si duole d'aver perduto la donna senza aver conseguito altro bene -- 74. Solo la speranza appaga l'uomo. Che farebbe senz'essa, in terra estranea? -- 75. Nell'incertezza in cui ci si dibatte, si rivolge alla saggezza di Messer Gherardo -- 76. Come poté 'pensar fallanza' verso la sua donna? Gli vien voglia di uccidersi pensando al suo torto -- 77. Ha ottenuto quanto desiderava e lo esprime con una 'replicacio' che s'aggira sulla parola 'porta' -- 78. La sua donna è la più bella e nobile che vi possa essere: ne gioisce ad onta degli invidiosi -- 79. Espone con un'altra 'replicacio' sulla base di 'punto' la sua accorta tattica contro i 'noiosi' -- 80. Per la lontananza di lei gli è gradita la morte: impazzirebbe se vivesse -- 81. Tenzone con la donna villana. Checché lei dica, nessuna onesta e fine intenzione fu mai nell'amante verso codesta donna lai
Form.Cont.Note 0 a frivola e noiosa -- 82. La
Form.Cont.Note 0 a donna risponde che non l'ha mai creduto fino amatore, ma l'odia per ciò che dice di villano e di falso -- 83. Si tenzona male con una donna tanto villana, che disdice perché, conscia della sua bruttezza, teme d'esser derisa -- 84. Non s'arrenderà, dovesse soffrire ogni bruttura e la morte -- 85. L'uomo si dichiara vinto: quella malvagia è sempre vincitrice in ogni mala parte -- 86. Pentita d'essere stata a tenzone con chi ha disdegnato, dichiara che non risponderà più -- 87. Insegnamenti d'amore. Come nasce e come cresce l'amore -- 88. Varietà dell'amore -- 89. Il potere d'amore -- 90. Consigli sul modo di comportarsi dell'amante -- 91. Si regoli diversamente a seconda che sia o no ricambiato -- 92. Talvolta la donna, e non per falsità, dice di no, ma fa diverso sembiante -- 93. Sforzandosi a chieder mercé, vincerà l'orgoglio -- 94. Dopo essersi manifestato, l'amante deve chiedere un appuntamento in luogo celato o palese -- 95. Bisogna regolarsi diversamente a seconda delle diverse tendenze delle donne -- 96. In amore la donna maggiore è da considerare 'sormaggio', la pari maggiore e la minore pari -- 97. Cosa deve l'amante dire alla 'sormaggio' -- 98. che cosa alla maggiore, -- 99. e che cosa alla pari -- 100. Donna vuol sempre 'no' dire e 'sì' fare -- 101. e desidera che l'uomo finga e nasconda il suo volere -- 102. Come deve comportarsi l'uomo che è conosciuto dalla donna -- 103. Chi è sconosciuto cerchi ogni modo per farsi conoscere -- 104. Uno stratagemma quando la donna abbia il marito o il padre lontani -- 105. Consiglia l'amante a farsi amico di persona che sia nota alla donna -- 106. Molto vale ad atteggiarsi a difensore della donna -- 107. Occorre farsi orgoglioso quando la donna diventi orgogliosa -- 108. È necessario scegliere il momento opportuno -- 109. L'amante deve essere generoso verso la donna e valoroso in armi -- 110. Sebbene il 'trattato' non sia compinto, pensa che possa pure esser d'aiuto a qualcuno -- 111. Riprende
Form.Cont.Note 0 a di paragonar la
Form.Cont.Note 0 a donna a fiore, a gemma, a stella: essa supera ogni cosa -- 112. Mal fa l'amante che pretende di tenere a forza a sé legata la donna -- 113. Gioco di parole -- 114. Gioco di parole -- 115. Spiega ad un amico perché non è ritenuto leale amante -- 116. Non si dolga l'amico d'essersi allontanato dal 'follore' della sua donzella -- 117. Amore l'ha fatto sordo, muto ed orbo -- 118. Prega la donna che lo tenga per leal servitore -- 119. Amante disamato, è distrutto dalla pena -- 120. Se mai avesse fallato chiede perdono, pronto a subir la pena -- 121. Non è grave portar pena del proprio peccato, ma sì se la colpa è di altri -- 122. Proprio mentre crescon le bellezze della donna vien meno la sua fortuna -- 123. È incolpato del peccato altrui; ma non può la menzogna durare -- 124. Il buon servente ha principalmente a cuore la rinomanza della sua donna -- 125. Non ha fallato; soffre e non lo dimostra; ma attende mercé dalla saggezza della donna -- 126. La donna ha a noia il suo servire; ma egli non cessa di pregarla -- 127. Chiede perdono se l'ha offesa senza avvedersene: ha creduto di farle piacere -- 128. Ora il cielo è oscurato; ma la ventura gira -- 129. Avrebbe potuto avere un gran bene: ha perduto il tempo come chi dorme -- 130. In ogni cosa si deve osservar misura -- 131. Tutto è morto in lui, fuorché la lingua, che dice il suo tormento -- 132. Non può aver letizia al cuore: canta di dolore come l'uccello in gabbia -- 133. Causa del dolore è la lontananza della donna; se non tornerà presso di lei, morrà d'amore -- 134. Si duole d'Amore che ha diviso il cuore dall'alma -- 135. È in ginocchio davanti alla donna: vuole emendare il suo fallo -- 136. Prega le donne innamorate che intervengano per lui -- 137. Non sa come possa sperare nella bontà della donna -- 138. Morrà se non è perdonato -- IV. SONETTI ASCETICI E MORALI DI FRATE GUITTONE -- 139. Esaltazione dell'amor di Dio -- 140. Non può dirsi valente chi non ama Dio, né sapiente chi n
Form.Cont.Note 0 a conosce -- 141. Pel poeta
Form.Cont.Note 0 a nella sua grande miseria unica speranza e rifugio è la Madonna -- 142. È minor male pensare che Dio non esista; anziché credere che non sia buono -- 143. All'amore di Dio, se non il bene che ci promette, ci dovrebbe almemo indurre il timore della pena eterna -- 144. Ogni vizio è veleno, ma nessuno è più micidiale dell'odio -- 145. L'eresia è allo spirito come la lebbra al corpo -- 146. La ricchezza non appaga e non dà pace -- 147. La ricchezza, avendosi nel soddisfacimento dei desideri, sta solo nel desiderare poche cose e piacevoli -- 148. Onore val più che piacere e pro -- 149. Che cosa chiede da noi razional natura -- 150. Il vizio è specialmente deplorevole in uomo di valore -- 151. Come udir celebrare la purezza delle donne lo rallegra, così l'addolora vederle ingannate e disonorate -- 152. Serbar castità è pregio particolarmente delle giovani donne -- 153. Chi non si sottometterebbe a nessuno, si fa schiavo di vil femmina! -- 154. Rimprovera all'amico messer Bottaccio di non ben seguire umana dirittura -- 155. Ad un amico perché non si lasci più ingannare da Amore -- 156. A messer Giovanni amico -- 157. Si mostri alla prova la virtù e si smascheri il vizio -- 158. Spiega un nuovo canto per celebrare il nuovo valore d'un amico -- 159. Esorta alla riconoscenza verso Dio, amando la virtù -- 160. I grandi del secolo son cortesi e generosi verso gli uomini e dimenticano Dio -- 161. Mirino i signori il loro stato: dov'è la loro potenza? -- 162. La rampogna, non la lusinga, conduce a salvezza -- 163. Si lamenta d'essere stato ribelle a Dio -- 164. E' pazzo chi pone la sua voglia in amore -- 165. In amore anche il bene torna in gran male -- 166. Al peccatore avviene come al vapore che il sole solleva in alto, ma poi ritorna acqua e ricade in terra -- 167. Il soverchio è quel che nuoce -- 168 Perché non si serve Dio come converrebbe -- 169. I demoni gli tendon lacci sottili: dalle loro lusinghe solo Dio può salvarlo -- 170. Chi si può
Form.Cont.Note 0 a veramente libero, saggio e
Form.Cont.Note 0 a ricco -- 171. Esalta la buona coscienza, che lo trattiene dal peccare -- 172. Apprezza sopra tutto la castità -- 173. Quanto è grave il peccato! -- 174. Esprime la gioia della conversione -- 175. La conoscenza della carne e del mondo è causa del male -- 176. La superbia -- 177. L'avarizia -- 178. La lussuria -- 179, L'invidia -- 180. La gola -- 181. L'accidia -- 182. L'ira -- 183. La vanagloria -- 184. La codardia -- 185. L'ingiustizia -- 186. La buona virtù -- 187. La scienza -- 188. L'umiltà -- 189. La larghezza -- 190. La castità -- 191. L'amicizia -- 192. La temperanza -- 193. Il buon desiderio -- 194. La mansuetudine -- 195. La carità -- 196. La vera gloria -- 197. La fortezza -- 198. La giustizia -- 199. Ai suoi confratelli perché schivino i vizi.... -- 200. .... ed amino la virtù più della stessa vita -- 201. Come si deve seguir virtù -- 202. Perché non ubbidiamo a Dio? È egli forse malvagio? -- 203. Risposta a Meo Abbracciavacca. Anche senza l'astinenza dal mangiare e dal bere si può rimaner casti -- 204. Di Guido Guinizelli a fra Guittone per lodarlo come padre e maestro -- 205. Risposta di fra Guittone -- 206. Di ignoto a fra Guittone -- 207. Risposta di fra Guittone: solo Dio può giudicare; l'uomo non ha se non ciò che semina -- 208. Il giudice Ubertino ritiene pazza la condizione di Guittone dopo la conversione -- 209. Fra Guittone risponde esaltando la sua nuova vita -- 210. Allontanatosi dalla signoria d'Amore, ora soltanto può discernere il bene dal male e il male dal peggio -- 211. Al conte Gualtieri perché vieti ciò che aveva scritto nel tempo della colpa -- 212. Contro Guidaloste, che troppo si vanta e stima buono soltanto se stesso -- 213. Il loglio non può dare il grano, né il male il bene -- 214. Al Giudice di Gallura, cui non osa dire né sa tacere quanto gli sia caro -- 215. In lode del conte Guelfo e Pucciandone, che s'augura di vedere ed udire -- 216. L'amore e la lode debbono esser tra uguali -- 217. All'ami
Form.Cont.Note 0 a Finfo, al quale non vuol
Form.Cont.Note 0 a esprimere le dovute lodi in presenza -- 218. Bisogna odiare l vizio, amar la virtù, porre ogni desiderio in Dio -- 219. A messer Gentile, perché difenda la sua nobilità, che potrebbe portarlo assai in alto -- 220. Manifesta a messer Bandino la gioia d'essersi liberato da amore -- 221. Anche più di lui dovrebbe mastro Bandino lamentarsi d'amore -- 222. Importa considerare con chi si stringe amicizia -- 223. Al giudice Gherardo -- 224. Sonetto satirico -- 225. Ad un amico che, arricchitosi, non gli risponde più -- 226. A don Zeno, che gli fu troppo ricco di lodi -- 227. A messer Gherardo, podestà d'Ancona -- 228. Invita un suo 'diletto figlio' a darsi tutto a Dio -- 229. Umiltà lo intimorisce nel dir le lodi che vorrebbe -- 230. A. Meo Abbracciavacca, per rallegrarsi del suo ritorno -- 231. Gioco di parole -- 232. Non la ricchezza, ma solo il buon costume procura la lode -- 233. Spiega a Meo Abbracciavacca come Dio possa insieme usare giustizia e misericordia -- 234. Guittone richiama all'onestà messer Onesto -- 235. Messer Onesto risponde a Guittone che spera trovar perdono accordando il suo nome ai fatti -- 236. L'uomo stolto non pensa che per un giorno di bene va incontro al pianto eterno -- 237. Ammonisce Monte Andrea e gli altri, cui son graditi i suoi versi, perché non s'attengano a quelli ch'egli stesso ritrattò -- 238. Un ignoto domanda a Guittone perché Dio creò il peccatore -- 239. Risposta di Guittone -- 240. Trattato d'amore. Questa è la disposizione de la figura de l'Amore ecc. -- 241. Cominzase la singulare sposizione del ditto Amore -- 242. De la disposizione de lo nome de l'Amore, ecc. -- 243. De la garzonil forma de l'Amore -- 244. De la nuda figura de l'Amore -- 245. Del cieco esser de l'Amore -- 246. Del color de la porpore che si depinge a l'ale de l'Amore -- 247. De ciò che l'Amore opera, e'n prima de l'ale -- 248. De la disposizione de l'arco, de le saitte, de la fiamma che porta a 'le saitte el ditto Amore' -- 249. Del
Form.Cont.Note 0 a turcascio che porta
Form.Cont.Note 0 a cinto l'Amore -- 250. De la significanza de li artigli de l'Amore -- 251. Conclusione per la qual se conclude come l'amante solamente per le sovraditte figure e sposizione si dovrebbe fuggendo partir da l'Amore -- NOTA -- INDICAZIONI DELLE FONTI -- ANNOTAZIONI ALLE CANZONI D'AMORE -- ANNOTAZIONI ALLE CANZONI ASCETICHE E MORALI -- ANNOTAZIONI AI SONETTI D'AMORE -- ANNOTAZIONI AI SONETTI ASCETICI E MORALI -- GLOSSARIO -- INDICI -- Indice dei nomi propri -- Indice dei capoversi -- Indice
Pref. Cit. Note 8 a Le Rime / di Guittone d'Arezzo ; a cura di Francesco Egidi. - Bari : Laterza, 1940. - 413 p. ; 22 cm. - (Scrittori d'Italia ; 175)
2 isbd
Reprod. Note a Electronic reproduction
b Roma
c Biblioteca italiana
f Scrittori d'Italia
Subject-Top.Trm 7 a Poesia italiana - Sec. 13.
2 nsbncf
Local subject 0 7 a Letteratura italiana
2 IT-MiFBE
A.E. Pers. Name 1 a Egidi, Francesco
d 1879-1969
4 edt
A.E. Corp. Name 0 a Laterza
4 pbl
751 a Bari
2 tgn
4 pup